|




Clickate sull' immagine per ingrandirla.
|
UCRONIA,
dal greco ou-chronos – “nessun
tempo” – indica la narrazione letteraria, grafica o
cinematografica di quel che sarebbe potuto succedere se un certo
avvenimento fosse andato diversamente. Le azioni che Lilith compie,
nella sua corsa su è giù per lo spazio tempo,
provocano inevitabilmente delle variazioni nel corso della Storia come
noi la conosciamo. Questi cambiamenti possono essere minimi,
impercettibili oppure macroscopici ed epocali e questo
indipendentemente dalla volontà dalla protagonista. Essi
possono limitarsi a venir raccontati in un articolo su un giornale o a
essere citati negli annali; oppure possono entrare nel mito, ispirare
le arti dei posteri e influenzare il destino di interi popoli. In
questa rubrica vi presento le prove che evidenziano il passaggio di
Lilith nella Storia dell’umanità, elementi che
potranno aiutare il lettore a capire la natura di tali cambiamenti,
comprenderne le cause e individuarne le conseguenze nel mondo futuro.
Luca Enoch

Nella chiesa di Urnes, una delle più antiche chiese a doghe
della Norvegia risalente alla seconda metà del XI secolo,
è custodita la famosa “Mappa di Leifur”,
una rappresentazione completa dell’orbe terracqueo (qui
accanto ne vedete una foto). La mappa, inserita in una cornice con
intagli lignei di pregevole fattura, è incisa
grossolanamente su un’asse di legno consumato dalla
salsedine, che la leggenda dice appartenesse al ponte della nave con
cui Leifr Eiríksson, il “fortunato”,
compì il suo secondo viaggio a Vinland all’inizio
del 1000 d.C.
Nella “Saga dei Groenlandesi”
viene raccontato come la mappa (ne trovate una riproduzione qui in
alto) sia stata incisa dalla misteriosa strega Lilith durante la
traversata da Brattahlid, in Groenlandia, alla base di Anse aux Meadows
sull’isola di Terranova: “Essi presero il
mare appena furono pronti e navigarono per tre giorni fino a quando la
terra scomparve sotto l’orizzonte. Hræsvelgr prese
ad agitare le sue grandi ali e levò un forte vento che
percosse le navi per un giorno intero. Poi il duro vento cadde e si
levò la nebbia, e per molti giorni essi non ebbero idea di
quale fosse la loro rotta. Fu mentre essi si trovavano in hafvilla che
la compagna di Leifr, Lilith, la bruna strega dei ghiacci avvolta nella
sua bianca pelle d’orso, incise sul legno la propria visione
di veggente, mostrando a tutti le terre emerse circondate
dall’Abisso” (Grænlendinga
Saga).
Pur essendo poco più che uno scarabocchio, la mappa
è estremamente interessante: essa parte dalla classica mappa
mundi del tipo TO (ne vedete alcuni esempi qui accanto), in
cui il mare oceano, che circonda le terre abitate, rappresenta la O; il
trattino orizzontale della T rappresenta il fiume Don (Tanais) e il
Nilo e l’asta verticale rappresenta il Mediterraneo, con
l’Asia in alto, l’Europa a sinistra,
l’Africa a destra e Gerusalemme al centro.
L’anonimo autore ne ruota la struttura in senso orario di
novanta gradi, portando il nord in alto come nelle moderne cartine
geografiche. Inoltre la mappa offre una inedita raffigurazione
dell’intero continente americano, dalla Terra di Baffin fino
a Capo Horn, posto correttamente a Est e separato dalla massa
continentale del mondo allora conosciuto. Nonostante la datazione con
il carbonio 14 faccia effettivamente risalire il
supporto ligneo della mappa agli inizi del XI secolo e sebbene essa
venga citata in diverse saghe islandesi e Nord americane a partire dal
XII secolo, una simile conoscenza geografica da parte delle genti
normanne di quel periodo è ritenuta del tutto impossibile
dalla maggioranza degli studiosi e, pertanto, la Mappa di
Leifur è unanimemente considerata un grossolano
artefatto moderno, come la celeberrima Mappa di Vinland.
|
|