|
Risponde Claudio Chiaverotti
NELLE STORIE DI BRENDON SI VEDONO MOLTI REPERTI DELLA NOSTRA
CIVILTÀ IN BUONO STATO DI CONSERVAZIONE (PER ESEMPIO, LE LOCANDINE DEI FILM SPARSE QUA E LÀ
SUI MURI DELLE CITTÀ). COME È |
 |
POSSIBILE, SE DALLA CATASTROFE SONO PASSATI QUASI CENTOCINQUANT'ANNI? Al giorno d'oggi, sono costantemente allo studio materiali sempre più resistenti
alle sollecitazioni del tempo (come, per esempio, i policarbonati). L'asteroide che provoca
la Grande Tenebra si abbatte sulla Terra nel 2029. Da qui a quasi trent'anni,
chissà quali scoperte scientifiche saranno state fatte e chissà su quali materiali
saranno stampate le locandine dei cinema e addirittura gli stessi film
|
 |
A
CHI È ISPIRATO IL PERSONAGGIO DI CHRISTOPHER?
Christopher, l'automa domestico che vive nel castello di Brendon è
ispirato alla marionetta Fats, protagonista in compagnia di un giovane Antony Hopkins
(già un po' dottor Lecter) del film "Magic" di Richard Attenborough, girato nel
1978 e tratto da un romanzo di William Goldman (l'autore de "Il Maratoneta",
per intenderci). Per quanto riguarda il carattere, invece, si rifà decisamente al
personaggio di |
Jack Lemmon ne "La strana coppia", film di Gene Saks del
1968.
|
DOVE
SI POSSONO TROVARE I LIBRI "I CANTI DELLA NOTTE" DI WALLENDREAM X E "I CANTI
DEGLI ASSASSINI" DI JACKNIFE GRIMM, PIÙ VOLTE CITATI NEGLI ALBI DI BRENDON?
C' è un luogo preciso dove scovare questi testi: la mia mente! Ho creato personalmente
sia le poesie/filastrocche che le figure dei loro autori,
diventate ormai popolari tra i lettori di Brendon. A scanso di equivoci, anche i libri di Brahmst e il
"Trattato sulle nuove razze" di Charles Lynner sono opere di fantasia che
esistono soltanto nel mondo di Brendon. Un'ultima nota per i più curiosi: nel corso del
2001, è stata pubblicata una storia in cui il nostro cavaliere di ventura incontrerà
proprio il poeta pazzo Jacknife Grimm!
PERCHÉ AVETE SCELTO DI AMBIENTARE LE AVVENTURE DI BRENDON IN INGHILTERRA E NON IN
UN ALTRO PAESE TIPO, PER ESEMPIO, L'ITALIA?
L'ambientazione in cui si muove Brendon ci ha creato non poche difficoltà.
La prima ipotesi era stata quella di inventare un luogo fantastico completamente slegato
dalla nostra realtà. Così facendo, però, non avremmo potuto dare dei concreti punti di
riferimento ai lettori, rischiando di disorientarli eccessivamente. La seconda scelta era
caduta sull'Olanda, con la sua peculiare conformazione geografica, i canali notturni e le
atmosfere magiche. Ciò che ci ha dissuaso da questa idea è stata la difficoltà di
pronuncia dei nomi di persone e luoghi, decisamente distanti da quelli della nostra
lingua. Si era anche riflettuto sull'idea di fare un Medioevo post-catastrofico italiano;
ma rischiava di risultare troppo poco interessante per una gran parte di lettori
notoriamente esterofili e più disposti a seguire con passione le avventure di un James o
una Jane piuttosto che quelle di un Giacomo o una Giovanna. La scelta finale è ricaduta
sulla Gran Bretagna, nazione che ci dava l'opportunità di
vedere |
 |
scenari conosciuti in
un'ottica del tutto nuova dopo l'avvento della Grande Tenebra.
DA DOVE DERIVA IL NOME DEL CAVALLO DI BRENDON, FALSTAFF?
Falstaff è il nome di un personaggio dell'antica farsa inglese di cui
Shakespeare si appropriò, prima introducendolo nell'"Enrico IV" e poi facendone
il protagonista de "Le allegre comari di Windsor".
Il personaggio ispirò anche l'unica opera giocosa di Giuseppe Verdi, su
libretto di Arrigo Boito, che prese proprio il titolo di "Falstaff". |
|
|